Attraverso la messa a punto di schede informative e la promozione di gruppi locali di sensibilizzazione, la campagna "Debito pubblico: se non capisco non pago" ha l'obiettivo di mettere tutti in condizione di capire il problema e dire la propria sulle vie per uscirne. Il documento chiave è rappresentato da un semplice Kit informativo gratuito sul debito che può essere scaricato, stampato, condiviso su facebook, e anche usato come dispensa ad uso personale o come mostra pubblica.
lunedì 29 ottobre 2012
Debito pubblico: se non capisco non pago
Attraverso la messa a punto di schede informative e la promozione di gruppi locali di sensibilizzazione, la campagna "Debito pubblico: se non capisco non pago" ha l'obiettivo di mettere tutti in condizione di capire il problema e dire la propria sulle vie per uscirne. Il documento chiave è rappresentato da un semplice Kit informativo gratuito sul debito che può essere scaricato, stampato, condiviso su facebook, e anche usato come dispensa ad uso personale o come mostra pubblica.
domenica 29 luglio 2012
Appello contro la vendita del CPA Firenze Sud.
giovedì 19 luglio 2012
Il Tunnel Tav sotto Firenze costerà 200 milioni in più del previsto.
Tav, De Zordo, Alberici: "200 milioni in più per il tunnel (+30%)" I costi lievitati da 694 a 890 milioni. La talpa tenuta ferma è costata finora 5 milioni.
I dati sono di quelli pesanti: Nodavia - il General contractor dell'attraversamento dell'Alta velocità fiorentina -annuncia che nonostante ancora non siano partiti i lavori degli "interventi maggiormente complessi e impattanti”, il costo dell’intervento è già passato da 694 milioni iniziali a oltre 890 milioni, con un incremento di 200 milioni, quasi il 30%.
E ancora, aver voluto montare una fresa gigantesca (quanto chiasso mediatico intorno a “Monna Lisa”!) quando non c’era la possibilità di portare via il materiale, e quindi di fatto tenere tutto fermo, ha comportato secondo Nodavia “danni pari a 5 milioni di euro”, di cui chiede conto perché qualcuno ha deciso “discrezionalmente di non gestire il materiale come rifiuto ma di attendere il perfezionamento del percorso giuridico-amministrativo per gestire il materiale come terra e roccia”, che forse, come da audizione in Provincia, avverrà nell’autunno. E quanto ci sarà costato il parcheggio di Monna Lisa a Ponte del Pino a quel punto?
Eppure in tanti avevamo chiesto di fermarsi, quando ai tanti già denunciati si è aggiunto il problema dello smaltimento dell’enorme quantità di materiale scavato. Ma l’importante era l’esibizione muscolare della potenza della grande opera (della serie “la mia talpa è più grossa della tua”, ma purtroppo non siamo in un film di Alvaro Vitali), non importa se inutile, non importa se dannosa, l’importante è che sia costosa.
A quanto si arriverà alla fine? Nessuno può fare previsioni, la tratta Firenze-Bologna, tanto per dire, ha avuto un costo finale di oltre il 400% dell’iniziale. Se poi, come prevedibile, ci saranno dei danni, e se questi saranno in qualche modo risarciti, indovinate da dove verranno le risorse: naturalmente dal bilancio pubblico.
Già Nodavia chiede un accordo bonario per rivedere drasticamente il costo dell’opera, ed è solo il primo, o minaccia di andarsene, che sarebbe comunque la soluzione migliore, anche dovendo pagare qualche penale, niente in confronto al conto che sarà presentato alla fine.
Una riflessione sul debito pubblico e la famigerata ''spending review"
E’ sempre antipatico il ruolo di Cassandre, di quelli che “l’avevamo detto!”, ma correremo il rischio: si, l’avevamo detto, insieme a comitati, associazioni, esperti, e chiunque si fosse preso la briga di sollevare i veli sul mondo opaco dell’Alta Velocità: questi appalti sono fatti in modo da garantire innanzitutto, e immancabilmente, un vertiginoso aumento dei costi, e cioè, chiamiamo le cose con il loro nome, del nostro famoso debito pubblico. Per una volta non parliamo di falda, di impatti, di danni agli edifici, di camion e cantieri infiniti, di aria inquinata e traffico in tilt e salute che se ne va, parliamo di soldi, dei nostri soldi. Si tagliano le pensioni, si abbassano i salari, si diminuiscono o si cancellano i servizi, la sanità, la scuola. Si licenziano anche senza giustificato motivo decine di migliaia di lavoratori.
I trasferimenti dello Stato alla Regione Toscana per la spesa sociale sono passati dal 2011 al 2012 da 62 milioni a 1 (uno). Però ci si ostina a fare un tunnel inutile che ancor prima di essere cominciato ha aumentato il costo di 200 (duecento) milioni, che naturalmente vanno, insieme agli altri, ad ingrassare le solite tasche di chi certo non è toccato da una spending review che evita accuratamente i grandi sprechi, e i grandi interessi.
L'esigenza di fermarsi prima del baratro è sempre più urgente, ci auguriamo che i citadini e le cittadine di firenze aprano gli occhi e facciano sentire la loro voce nei confronti di chi, per interesse, intende danneggiare la città e rubarci il futuro.
martedì 5 giugno 2012
L'assessore al bilancio si dimette e attacca: "Renzi usa Firenze per ambizioni personali".
lunedì 26 marzo 2012
A Firenze il "Manifesto degli economisti sgomenti".
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire
i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.
Questo libro, originariamente uscito in Francia e pubblicato per la prima volta in italiano da Sbilanciamoci!, viene presentato in una nuova edizione aggiornata e arricchita da un contributo inedito di Andrea Baranes.
sabato 24 marzo 2012
L'art. 18 non si tocca. Lunedì 26 presidio a Firenze.
E’ solo la forza di quella sanzione che fonda la libertà del lavoratore nel posto di lavoro, che gli consente di esprimersi, di organizzarsi, di rivendicare individualmente e collettivamente i propri diritti. Venendo meno quella sanzione, il lavoratore non ha alcuna possibilità di difesa e resta condannato ad una totale subalternità.
L’art. 18 è figlio della nostra Costituzione. Tutti i suoi articoli che trattano del lavoro, ad iniziare dal primo, divengono lettera morta se l’art. 18 dello Statuto viene manomesso nella sua essenza.
L’art. 18 non è né un privilegio, né un tabù. E’ semplicemente la condizione necessaria per la libertà del lavoro, libertà cui dovranno avere diritto anche coloro che oggi del lavoro sono privi. E’ un principio di civiltà. Coincide pienamente con l’interesse generale del Paese.
Per questi motivi, nella trattativa in corso fra Governo e parti sociali, non abbiamo apprezzato l’invito a trovare “comunque” un accordo a fronte di ipotesi, come quelle prospettate dal Governo, che minano alla radice la libertà del lavoratore e violano lo spirito e la lettera della nostra Costituzione.
I lavoratori hanno già pagato a caro prezzo la crisi, molto più di qualunque altro gruppo sociale. Non è ammissibile che si voglia espropriarli persino dell’unico diritto che nel posto di lavoro, dove si consuma gran parte della loro vita, permette loro di essere e di sentirsi persone libere.
Dichiariamo, perciò, il pieno sostegno alle lotte che i sindacati e le rappresentanze dei lavoratori decideranno, ad iniziare dallo sciopero generale proclamato dalla CGIL, e annunciamo fin d’ora la nostra intenzione di promuovere un referendum abrogativo delle norme che lo dovessero in tutto o in parte compromettere.
PER PROTESTARE CONTRO L’ATTACCO ALL’ART.18 ED AI DIRITTI DEI LAVORATORI
invitiamo tutte/i
LUNEDÌ 26 MARZO ALLE ORE 18 AL PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA di FIRENZE, via Cavour
Casa della Sinistra di Firenze e Fiesole - Federazione della Sinistra · Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori · perUnaltracittà - lista di cittadinanza · SUP rete@sinistra, Comitato per la difesa della Costituzione · Carovana per la Costituzione
venerdì 2 marzo 2012
Firenze, convegno sulle "Grandi Opere Inutili"
Sabato 3 marzo
ore 9.00 registrazione
ore 9.30 – 13.00: Le “Grandi Opere Inutili” causa e/o effetto della crisi economica. Coordina Margherita Signorini (Italia Nostra)
- Tiziano Cardosi, comitato promotore - benvenuto
- Simona Baldanzi, scrittrice e ricercatrice - il pessimo lavoro nella “grandi opere inutili”; il caso Mugello, dai cantieri TAV a quelli della Variante di Valico
- Antonio Mazzeo, giornalista - le grandi opere come ingresso privilegiato delle mafie nell'economia globale
- Winfried Wolf, economista trasporti - la crisi economica, l'incidenza delle grandi opere nel debito e nella crisi europea
- Comitato Stoccarda, un caso di lotta popolare
ore 14,30 – 18.30: Le “Grandi Opere Inutili”, la truffa del modello TAV e della Legge Obiettivo, un quadro normativo da rivoluzionare. Coordina Ornella De Zordo (perUnaltracittà)
- Alberto Ziparo urbanista, la Legge Obiettivo: infrastrutture contro la pianificazione
- Ivan Cicconi, esperto lavori pubblici - l'appalto come strumento di ristrutturazione economica e la finanziarizzazione delle grandi opere
- Giorgio Cremaschi sindacalista, le grandi opere e il lavoro, la finanza come strumento distruttivo della società, per una nuova prospettiva ambientale e sociale
- Domenico Gattuso pianificazione trasporti, le grandi opere e la distruzione del sistema di mobilità italiano
- Winfried Wolf, l'Europa e la politica delle infrastrutture, il caso Italia e Germania, prospettive per il futuro
Domenica 4 marzo
ore 9.30 – 13.30: Le “Grandi Opere Inutili” e la crisi della democrazia; la “progettazione alternativa diffusa” come modello di ricostruzione sociale. Coordina Anna Pizzo (democrazia Km0)
- Paolo Cacciari giornalista, il monopolio delle decisioni, il potere delle grandi imprese, la marginalizzazione dei cittadini, il tecnico come strumento di appropriazione delle decisioni
- Gianna De Masi movimento NO TAV, La Valsusa: dalla partecipazione alla democrazia reale
- Giorgio Pizziolo urbanista, la progettazione dal basso e diffusa come alternativa alla partecipazione fittizia
- interventi e dibattito
Ogni contributo sarà intervallato dall'intervento di un comitato. Interventi e dibattito saranno concentrati soprattutto nella sessione di domenica mattina, 4 marzo.
Tra i comitati partecipanti, movimento NOTAV Valsusa, Friuli e Veneto, comitato S21 Stuttgart, comitati della Piana, L'Aquila, Stop that Train, autostrada A11, Pedemontana, Cispadana, Tirrenica, fermalabanca che distrugge il territorio, BreBeMi. Tangeziale Est TO, lavoratori Breda Ansaldo, Ampugnano, NO Mose...
Per il pomeriggio di domenica 4 è prevista una passeggiata nel centro storico di Firenze per vedere alcuni aspetti meno conosciuti della città. A seguire aperitivo presso la libreria Cuculia in via dei Serragli 3r.
martedì 14 febbraio 2012
Giulietto Chiesa a Firenze
Alle 21:15, presso la Casa del Popolo SMS di Peretola, si terrà invece la presentazione del Laboratorio Politico Alternativa e un dibattito sui principali temi della crisi globale, finanziaria e politica.
lunedì 6 febbraio 2012
Presentazione del libro "Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo".
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire
i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
lunedì 30 gennaio 2012
Presentazione del libro "Le conseguenze del cemento".
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire
i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
Europa tossica: crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica
Gli attori sono molti: banchieri, archi-star, immobiliaristi, politici, cavatori e cementieri.
Ma i costi di questa pellicola sono tutti sulle spalle dei cittadini, di oggi e anche di domani. Come in tutti i lungometraggi che si rispettino non mancano i colpi di scena. Porti turistici, campi da golf, stadi, autodromi: è il “cemento che non ti aspetti”. A un certo punto, però, arrivano i nostri: centinaia di comitati che in tutto il Paese si battono contro la devastazione del territorio. E spesso vincono.
Tre anni di lavoro, decine di viaggi in tutta Italia: un’inchiesta straordinaria che traccia il quadro del saccheggio al panorama italiano, ne spiega le motivazioni, svela gli interessi in gioco, individua le responsabilità, nome per nome.
mercoledì 18 gennaio 2012
TAV, l'attacco di Cicconi: "Costerà agli italiani 93 miliardi."
La società a capitale misto che è stata fondata appositamente dalle Ferrovie dello Stato con l'incarico di costruire l'Alta Velocità è la famosa TAV SpA, la quale ha attivato i prestiti per conto dei privati, riferisce Cicconi, «con garanzia totale dello Stato. I debiti e i prestiti attivati verso le banche per il 60% privato in realtà erano debiti pubblici garantiti dallo Stato, presente in TAV SpA tramite FS». A suffragare l'ipotesi di Cicconi è stato direttamente l'attuale presidente della regione Liguria Claudio Burlando, il quale ai tempi del primo governo Prodi ammise in un convegno sulla mobilità svoltosi a Milano nel marzo del 1998 che «quando siamo andati a vedere abbiamo constatato che era una cosa falsa, è bene che si sappia che è finita la quota pubblica del 40%, mentre il 60% dei privati non si è mai visto».
sabato 14 gennaio 2012
Il debito pubblico e gli enti locali
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire
i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
Europa tossica: crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica
Il debito pubblico e gli enti locali
con Ivan Cicconi, autore de "Il libro nero dell'alta velocità, ovvero il Futuro di Tangentopoli diventato storia".
Interviene Tiziano Cardosi, introduce Ornella De Zordo
martedì 17 gennaio, ore 16:30
Palazzo Vecchio, 3° piano, Sala delle Miniature
Alcuni meccanismi che generano debito sono infine legati al bilancio degli enti pubblici: dal project financing all'intrico delle aziende partecipate.
La legislazione vigente, inoltre, spinge ulteriormente i Comuni a indebitarsi a tutto svantaggio per i cittadini. Conoscere e capire il baratro in cui ci ha spinto la favola liberista (privatizzazioni comprese) è un passo importante per uscire dalla crisi economica e da quella della democrazia.
giovedì 12 gennaio 2012
"Grande Opera Italia", a cura del gruppo urbanistica perUnaltracittà
del GRUPPO URBANISTICA*** di perUnaltracittà, lista di cittadinanza, Firenze.
La manovra “salva Italia” potrebbe rappresentare un’occasione unica per una crescita culturale, economica ed occupazionale, se – come da molte parti è già stato sottolineato – si assumessero come Grande Opera gli interventi pubblici e collettivi di risanamento del territorio e di promozione del patrimonio. In termini meramente economici si potrebbe sostenere che la stessa natura dei luoghi, il paesaggio, il patrimonio culturale e artistico, le abilità ancora diffuse nelle popolazioni costituiscono la materia prima e la risorsa che sono proprie e intrinseche al paese. Il loro utilizzo a tutti i livelli, da quello delle abilità artigiane capaci di intervenire sul patrimonio paesistico, a quelle culturali e scientifiche che possono sostenere le innovazioni tecnologiche appropriate al potenziamento del patrimonio stesso, alle tecniche ecologiche di intervento, alle opportunità di sperimentazione e propagazione di differenti modalità di produzione in agricoltura, nei servizi e nell’istruzione, costituisce in sé un’opportunità irripetibile e concreta per una Grande Opera Italia. Che richiede investimenti e attenzioni pubbliche significativi, ma che offre rendimenti sicuri e di lungo respiro.
Per capire la straordinaria valenza di questo tipo di opera di reale interesse pubblico, basta fare il confronto con le “grandi opere pubbliche” generalmente prese in considerazione e finanziate, esaminandole da diversi punti di vista.
La grande opera infrastrutturale: si tratta in genere di interventi localizzati, ma di grande impatto, che non tengono conto a sufficienza dei luoghi che investono alterandoli profondamente, e ancor meno delle conseguenze. Spesso sono privi delle valutazioni obbligatorie a livello europeo e generalmente invocano il superamento delle verifiche e degli accertamenti, in realtà tanto più necessari perché non sono stati effettuati quando di dovere. Le finalità sono date per scontate, ma gli studi delle alternative possibili raramente vengono mai effettuati.
Nella maggior parte dei casi le grandi opere si risolvono in operazioni di distruzione di risorse ambientali, culturali ed economiche, con grave danno delle popolazioni insediate.
Per grande opera di risanamento e di promozione del territorio si intende invece un intervento vasto, multifunzionale e multisettoriale, che si esercita o su strutture ecologiche complesse (fiumi, bacini idrici, catene montuose, ecc.) o su un’area antropica di pregio e/o problematica (aree metropolitane). Aspetti ambientali e socioeconomici sono considerati in un’unica dimensione di riqualificazione integrata: le opere di intervento sono diffuse e mirano, dopo una prima fase di avvio, ad una rinascita autonoma.
La grande opera infrastrutturale è esposta ad ogni tipo di infiltrazione, anche mafiosa, e quasi sempre generatrice di speculazioni a danno dello Stato, a maggior ragione quando si usano procedure tipo Project financing o moltiplicazione dei budget (tutte regolari, per carità!); comporta il subappalto, il lavoro standardizzato, senza alcuna ricaduta economica sul territorio, e un’attività occupazionale che si esaurisce un se stessa.
L’opera di risanamento territoriale è invece distribuita e diffusa sul territorio, realizzabile anche per gradi e per processi di intervento monitorati nel tempo; comporta un coinvolgimento di lavoro differenziato, che coinvolge i saperi locali, e che è destinato a riprodursi e ad evolvere nel tempo, producendo attività ed economie durevoli, oltreché un numero di persone impiegate di gran lunga superiore all’altro modello.
Questi due diversi modi di intervenire sulla realtà, sia ambientale che socioeconomica, si riflettono anche su altri aspetti della manovra di Monti. Ad esempio sulle alienazioni del patrimonio pubblico: una cosa è vendere per fare cassa, altra cosa è usare il vasto e straordinario patrimonio pubblico italiano all’interno della grande opera pubblica e collettiva che proponiamo al fine della promozione del patrimonio stesso e per le attività di risanamento di un territorio compromesso, quali ad esempio le rive dei fiumi o le coste marine. Gli utili di questa soluzione, anche economici, in una logica sequenza temporale, sono evidenti.
Ma, come si è detto, tutto ciò consentirebbe inoltre di attivare una crescita anche nei comportamenti delle comunità italiane nei confronti del riconoscimento del territorio e del patrimonio come beni comuni della popolazione; le comunità potrebbero così affrontare e risolvere correttamente la questione del ciclo delle acque dando un esito positivo ai referendum del 2011, fino a comprendere molteplici forme di una relazione ritrovata tra popolazione e proprio insediamento, che costituisce la garanzia più sicura per il rinnovamento nel tempo delle risorse divenute appunto bene comune, e per lo sviluppo di economie su una materia prima irripetibile e legata alla vita di ognuno.
Infine, è interessante, e importante, considerare che l’opera infrastrutturale non è partecipata se non in termini di ricerca del consenso, è molto rigida ed autoritaria; la grande opera pubblica e collettiva si presta invece ad una democrazia partecipata, sia di livello intercomunale, magari anche con organismi a suffragio diretto – lontani dalla logica dei carrozzoni (Ato e simili, per rifiuti, energia ecc.) e ancora di più dalla logica delle Agenzie e delle Aziende territoriali pubbliche e private – per promuovere forme di democrazia attiva basata su Patti partecipativi condivisi, costruiti sulla base di programmi per la promozione del territorio, ormai riconosciuto consapevolmente ed operativamente come Bene Comune. Questa sì che sarebbe la vera riforma strutturale che, avviatasi in alcune realtà peninsulari, porrebbe l’Italia all’avanguardia dei paesi in via di liberazione dalla crisi neoliberista .
sabato 10 dicembre 2011
Presentazione del libro "Autopsia della politica italiana".
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire
i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
Europa tossica: crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica
Autopsia della politica italiana
con gli autori Cristiano Lucchi e Gianni Sinni e l'intervento di Vittorio Alvino, presidente di openpolis.
introduce Ornella De Zordo
martedì 13 dicembre, ore 16:30
Palazzo Vecchio, 3° piano, Sala delle Miniature
giovedì 17 novembre 2011
Incontro con gli autori de "La furia dei cervelli"
Palazzo Vecchio, 3° piano, Sala delle Miniature
Il libro, che individua nel furore l’unica matrice del cambiamento, inizio dell’autotrasformazione e della liberazione dai peccati altrui, formula proposte condivise che rendano possibile istituire le tutele essenziali – a partire dal reddito di base – come accesso a una piena cittadinanza sociale, e indaga modalità e pratiche per scongiurare l’incubo di un nuovo governo neo-centrista esecutore delle politiche di austerity pretese dall’Unione Europea.
Terre di scavo cantieri Tav, oplà, non sono più rifiuti
Con un trucchetto ha cambiato i parametri per la definizione dei "rifiuti", così le terre di scavo del tunnel TAV di Firenze non sono più, come fino a due giorni fa, rifiuti speciali, e possono essere tranquillamente trasportati alla ex miniera di Cavriglia. E non perchè sono cambiate le caratteristiche di quelle terre contaminate con additivi necessari per l'azione della fresa, semplicemente perchè si chiamano in modo diverso.
Certo, Ministro, a pensarci prima!, poteva suggerirlo al tempo dell'emergenza rifiuti a Napoli: bastava cambiare il nome e l'emergenza era già finita, altro che i fantomatici tre giorni promessi dal suo Presidente!
lunedì 31 ottobre 2011
Joseph Halevi a Firenze
nell'ambito del ciclo di appuntamenti per approfondire i temi della crisi economica e finanziaria
organizza l'incontro
Europa tossica: crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica
DE-FINANZIAMO L'ECONOMIA DEGLI STATI
Pierluigi Sullo intervista l'economista Joseph Halevi
Introduce Ornella De Zordo
Giovedì 10 novembre 2011, ore 16.30
Palazzo Vecchio, Sala delle Miniature
mercoledì 9 marzo 2011
Firenze,Convegno "La nostra salute e l'ambiente metropolitano: minacce e difese"
Come ci si difende da smog e inquinamento in città?
Quali le minacce alla nostra salute?
Come deve intervenire la politica?
perUnaltracittà vi invita a partecipare al Convegno
2 aprile 2011, ore 10.00 - 13.00; Palazzo Vecchio - Salone de' Dugento, Firenze
Accetta l'invito su: http://www.facebook.com/event.php?eid=167768329940633
Aggiornamenti su: http://bit.ly/ilconvegno
***
Introduce: Gian Luca Garetti (Medicina Democratica-ISDE)
Coordina: Valeria Nardi (Coordinamento Comitati Piana Fi-Po-Pt)
intervengono:
Ernesto Burgio (coordinatore Comitato Scientifico ISDE)
"Inquinamento urbano: quali sono i veri rischi per la salute?"
Maria Grazia Petronio (vice presidente ISDE Italia)
"Inquinamento urbano: le morti evitabili”
Giorgio Pizziolo (urbanista, Università di Firenze)
"Territorio e salute: il caso della Piana"
Tiziano Cardosi (Comitato contro il sottoattraversamento Tav)
"Controlli cantieri Tav: un gran polverone"
Giandomenico Savi (architetto)
"Il verde e la nostra salute"
Conclusioni
Ornella De Zordo, capogruppo perUnaltracittà
E' stata invitata la Rete No Smog Firenze
***
A cura di perUnaltracittà
in collaborazione con Medicina democratica - sezione Pietro Mirabelli - Firenze
Coordinamento Comitati della Piana Fi-Po-Pt
Comitato contro il sottoattraversamento Tav Firenze
Comitato Sansalvichipuò
giovedì 30 dicembre 2010
Firenze, il 19 gennaio convegno sulle grandi opere.
Perché il progetto di attraversamento AV di Firenze dovrebbe costare dieci volte più di quanto possibile?
Un viaggio nella politica e nell'economia italiana degli ultimi 15 anni per capire i cambiamenti avvenuti nel settore delle infrastrutture, come queste hanno perduto ogni collegamento con la realtà per divenire strumento di ristrutturazione sociale e un grave problema per la democrazia in Italia, come è cambiata l'impresa italiana trasformatasi da produttrice manifatturiera a divoratrice di territorio, come è cambiata la politica che ha abiurato il suo ruolo di programmazione e di indirizzo per diventare cinghia di trasmissione del sistema delle grandi opere inutili, come il mondo oscuro dell'economia delle varie mafie ha fatto il suo trionfale ingresso nell'economia italiana.
Relatori:
Alberto Ziparo, urbanista
Ivan Cicconi, esperto lavori pubblici e infrastrutture
Ferdinando Imposimato, magistrato, ex membro della commissione antimafia
Seguirà dibattito con rappresentanti di movimenti politici e ambientalisti italiani.
19 gennaio 2011,
ore 15:00
Gruppo Tecnico di Studio del Sottoattraversamento AV di Firenze
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze
con la collaborazione dei gruppi consiliari
perUnaltracittà
Sinistra e Libertà
Gruppo Spini per Firenze
martedì 23 novembre 2010
Finanziaria di pace, De Zordo: "Il parlamento blocchi l'acquisto dei 131 caccia F35"
Comunicato stampa perUnaltracittà