sabato 26 maggio 2012

XIX anniversario della Strage dei Georgofili

http://www.strageviadeigeorgofili.org/iniziative/manifesto_19_2012.jpg

Qui potete trovare il calendario completo delle iniziative di commemorazione dell'anniversario.

mercoledì 23 maggio 2012

Al Convegno di Firenze l'allarme degli esperti sui rischi del Tav.

Articolo tratto dal quotidiano online Lettera43.

I cantieri della Tav potrebbero portare l’indebitamento fuori controllo. È stato questo l’allarme lanciato il 22 maggio da un pool europeo formato da specialisti del settore dei trasporti e professori universitari, tra i quali il critico Alberto Asor Rosa e l'ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis.
 
ITALIA A RISCHIO SPECULAZIONE. Un «think tank» che ha inviato al presidente del Consiglio Mario Monti ed al commissario alla spending review Enrico Bondi un documento che invita l’Italia a «fermare i progetti ferroviari ‘alta velocita’ a Firenze e in Val di Susa», perché come «grandi opere» producono «un notevole aumento del debito pubblico» e renderebbero ancora di più «l'Italia bersaglio della speculazione internazionale».
Una richiesta giustificata non solo dall'impatto «devastante» che i due progetti avrebbero sul capoluogo toscano e sulla Val di Susa, ma anche dalla «situazione delle finanze dello Stato italiano», che ne «sconsiglia la realizzazione».
 
FORTE INDEBITAMENTO PUBBLICO. Nonostante questo, hanno sottolineato a Monti gli autori del documento, «in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico».
 
LA TAV MANDEREBBE IN ROSSO I CONTI FS. «Segnaliamo», è stato scritto ancora nella lettera, «che la Troika (commissione Ue, Bce, Fmi), ha incluso espressamente il debito delle società statali, come sono le Ferrovie dello Stato, nel debito complessivo della Grecia. Gli investimenti nei progetti di Av in Italia aumenterebbero di molti miliardi il debito di Fs e di Rfi. Dunque l'Italia potrebbe diventare il bersaglio della speculazione internazionale».
 
SPAGNA E GRECIA HANNO RINUNCIATO. Il gruppo di esperti europei nella lettera al presidente Mario Monti ha ricordato anche come, «a causa della crisi finanziaria», sia il Portogallo sia la Spagna abbiano deciso di abbandonare quattro grandi progetti, dei quali tre relativi all'altà velocità: «in Portogallo la tratta da Porto per Vigo (Spagna) e la connessione Lisbona Madrid. In Spagna il mantenimento del servizio della tratta Av già costruita Toledo-Cuenca-Albacete».
Il documento è stato sottoscritto, oltre che Asor Rosa e Settis, anche dai professori Hermann Knoflacher del politecnico di Vienna, Heiner Monheim del'università di Treviri, Rolf Monheim dell'università di Bayreuth.
 
PUNTARE SU TRASPORTI SOSTENIBILI. Il testo è stato presentato il 22 maggio a Firenze, nell'ambito di un incontro organizzato dai locali comitati anti Tav al quale ha preso parte lo stesso Asor Rosa insieme ad alcuni dei docenti stranieri. «La realizzazione della Tav è un'opera perversa, oltre che diseconomica», ha detto il critico, «e la lettera 'europea' che presentiamo oggi (il 22 maggio) testimonia che chi vi si oppone non lo fa per interessi squisitamente localistici, ma perché crede in un modo diverso, più umano, democratico e sostenibile di concepire i trasporti e gli interventi infrastrutturali».
 
PROGETTO DI FIRENZE IRRESPONSABILE. Oltre alla lettera inviata a Monti, durante l'incontro il think tank ha presentato una seconda lettera, inviata in questo caso agli amministratori locali toscani (il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci).
Nella missiva, il programma di costruzione del tunnel Av sotto il capoluogo toscano è definito «irresponsabile», «eccessivamente costoso» e «portatore di danni all'assetto idrogeologico del territorio», mentre viene consigliata l'adozione del progetto della Tav di superficie realizzato alcuni fa nell'ateneo fiorentino.

lunedì 21 maggio 2012

Brindisi e la democrazia.

Comunicato dell'Ufficio Centrale di Alternativa.

Il dolore atroce che si rovescia sulla vita civile del nostro Paese, nel giorno dell’attentato che ha profanato la gioventù di Brindisi, è ancora una volta l’ingrediente sanguinario che puntualmente si inserisce dall’ombra nei momenti cruciali della storia nazionale.
Le bombe che scoppiano fra la gente hanno sempre favorito lo stesso obiettivo: convalidare un restringimento della libertà in nome della sicurezza e disinnescare le possibilità di cambiamento democratico mentre si approntano nuovi equilibri.

L’attentato di Brindisi, un episodio che si aggiunge alla lunga serie del terrorismo stragista italiano, emerge come un evento di grande importanza perché si affaccia tragicamente in un crocevia di crisi politiche ed economiche che stanno ridisegnando la sovranità, i rapporti sociali e di potere, la forma stessa del sistema politico: esattamente come accadde in questi stessi giorni vent’anni fa, quando la strage di Capaci fu un fatto decisivo nel passaggio drammatico della nostra storia in cui crollava la cosiddetta Prima Repubblica, un momento di crisi che travolse vite, carriere, movimenti politici e speranze di rinnovamento, il tutto in mezzo a stragi, tensioni, ricatti, messaggi trasversali e misteri mai risolti, che hanno pregiudicato la vita democratica italiana nei vent’anni successivi.

Alla vigilia di un netto peggioramento della crisi, al quale la tragedia economica della Grecia sta per fare da innesco, l’entrata in scena di questa forma di violenza deve suscitare il massimo allarme democratico.
Non sfugge a nessuno il fatto che l’attentato stragista è perpetrato davanti a una scuola intitolata proprio a una delle vittime della strage di Capaci, Francesca Morvillo Falcone.
Così come non ci sfugge un’altra singolare coincidenza: è colpita per prima la città portuale italiana che funge da “porta della Grecia”, quasi ad aprire simbolicamente una nuova fase in cui convergeranno tutti i fattori di crisi.

Il governo Monti-Napolitano, che si è costituito per un grave deficit di democrazia e ha continuato ad agire su quella strada, appare come il più pericoloso e il meno adatto a gestire questa fase di crisi: recentemente, di fronte al crescere delle tensioni sociali aggravate dalle loro scelte politiche, i governanti hanno fatto presagire una militarizzazione della loro risposta, accompagnata da indiscriminati allarmi antiterrorismo.

Il laboratorio politico Alternativa fa appello ai movimenti, ai cittadini, a tutte le forze popolari che hanno a cuore la difesa della Costituzione, affinché vigilino e non cedano sulla difesa delle libertà fondamentali. Con l’obiettivo di avere un governo che non sia gravato dal deficit di democrazia.

19 maggio 2012.
Ufficio Centrale di Alternativa

giovedì 17 maggio 2012

Convegno sulle Grandi Opere

Il Tunnel Tav di Firenze e "Le Grandi Opere Inutili" nella crisi economica globale

Incontro internazionale sulla politica europea dei trasporti, i corridoi infrastrutturali, le distorsioni della governance. Il caso Firenze nell'anomalia delle reti ferroviarie europee. Le “grandi opere inutili” diventano motore del debito pubblico e della crisi europea. Le conseguenze sociali della distruzione dei territori.



Martedì 22 maggio 2012
ore 16
Palazzo Vecchio, Sala delle Miniature
Firenze


Interverranno:

Ornella De Zordo, consigliera comunale, benvenuto  
Tiziano Cardosi, comitato Notunneltav Firenze, presentazione  
Alberto Asor Rosa, presidente Rete dei Comitati per la difesa del Territorio. Introduzione  
Winfried Wolf, coordinatore “Bündnis Bahn für Alle”, Berlino. Le grandi opere inutili e crisi internazionale  
Alberto Ziparo, coordinatore della ricerca sugli impatti del sottoattraversamento TAV di Firenze. Gli impatti ambientali della crisi della politica.  
Heiner Monheim, esperto di politica dei trasporti, Bonn. Critica dell'”alta velocita”, dei progetti Stuttgart 21 e Firenze  
Giorgio Pizziolo, coordinatore del progetto alternativo del Passante ferroviario di Firenze. La risposta dei cittadini alla crisi: la democrazia delle alternative.

Comitato Notunneltav Firenze. 

mercoledì 16 maggio 2012

Tav, anche la direttrice dell'Accademia preoccupata per la città di Firenze.

Riprendiamo da l'Altracittà

I lavori della Tav a Firenze? “Sono molto preoccupata per quello che potrà accadere, visto quello che è già successo a Bologna e nel Mugello: mi sembra assurdo esporre una città come questa a rischi del genere, per un vantaggio solo apparente, minimo, quando altri, in realtà, sono i veri grandi vantaggi che ci obbligano a subire tutto questo”.
Lo ha detto stamani a Firenze, a margine della presentazione di una mostra, la direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti, rispondendo ai cronisti che le chiedevano se avesse paura che le vibrazioni per gli scavi del tunnel potessero danneggiare l’ospite più prestigioso del museo, il David di Michelangelo, così come da tempo ipotizzato dall’architetto Fernando De Simone, esperto di costruzioni sotterranee. In proposito, Falletti ha spiegato, ribadendo di essere ”più preoccupata per la città” che per la celebre scultura, che, all’interno della Galleria le vibrazioni possono essere tenute sotto controllo perchè – ha detto – noi abbiamo un monitoraggio continuo, quindi nel momento in cui queste aumentassero ce ne renderemmo conto subito e saremmo anche, immagino, in grado di fermarle”.
”Quello che non può essere fermato invece – è stata poi la riflessione della direttrice – è il dissesto idrogeologico per il territorio, che è il rischio più insidioso nella realizzazione del tunnel e non credo sia stato adeguatamente calcolato, anche perchè per calcolarlo bisognerebbe conoscere esattamente il terreno su cui poggia la città e i suoi circondari; e non mi risulta che questa indagine conoscitiva sia stata fatta”.

lunedì 14 maggio 2012

Antonio Ginetti, militante No Tav, in sciopero della fame da 5 giorni.

Leggiamo su l'Altracittà e riprendiamo:

Sono ormai 5 giorni che Antonio Ginetti fa lo sciopero della fame. Antonio è un militante No Tav e un attivista di tante battaglie, che venne arrestato a Pistoia lo scorso gennaio con accuse pesanti e incredibili. Il carcere è stato presto trasformato in arresti domiciliari, e sembrava una buona notizia. In questi mesi però il giudice torinese non ha voluto alleggerire la misura cautelare perché mancherebbe “presa di coscienza e di critica di quanto commesso”. Logico, dato che Antonio si è sempre dichiarato estraneo ai reati contestati. Ancora, la sua richiesta di un permesso ad uscire per poter lavorare – Ginetti ha una ditta individuale – è stata respinta con la motivazione che: “la dichiarazione di non aver nè orari nè sede rende l’attività incompatibile con la misura domiciliare”. Ma di cosa vive una persona che non può lavorare?
Ecco perché Ginetti ha iniziato lo sciopero della fame, “l’unico strumento in mio possesso per oppormi a questo che considero unicamente un accanimento repressivo”.

Scriveva ieri Antonio:
domenica 13 maggio
inizia il 4° giorno dello sciopero della fame.
Per adesso pare non importi niente a nessuno.
Per quanto mi riguarda non ho da andare a lavorare e non ho da fare altro, per cui posso andare avanti tranquillamente fino a quando mi dovranno considerare.
Il tempo è a mio favore.
Loro hanno l’indifferenza e l’oblio in cui cercano di far morire tutte le opposizioni, io ho solo il mio corpo.
Vedremo se, come blaterano tanto, sono interessati alle persone… o non gliene frega niente di noi.
Per quanto mi riguarda, chi mi conosce sa che quando mi impegno in qualcosa non torno indietro facilmente, almeno fin quando non ho ottenuto il risultato che cercavo.
Ho subito violenze assai più grandi e le ho vinte.