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mercoledì 23 maggio 2012

Al Convegno di Firenze l'allarme degli esperti sui rischi del Tav.

Articolo tratto dal quotidiano online Lettera43.

I cantieri della Tav potrebbero portare l’indebitamento fuori controllo. È stato questo l’allarme lanciato il 22 maggio da un pool europeo formato da specialisti del settore dei trasporti e professori universitari, tra i quali il critico Alberto Asor Rosa e l'ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis.
 
ITALIA A RISCHIO SPECULAZIONE. Un «think tank» che ha inviato al presidente del Consiglio Mario Monti ed al commissario alla spending review Enrico Bondi un documento che invita l’Italia a «fermare i progetti ferroviari ‘alta velocita’ a Firenze e in Val di Susa», perché come «grandi opere» producono «un notevole aumento del debito pubblico» e renderebbero ancora di più «l'Italia bersaglio della speculazione internazionale».
Una richiesta giustificata non solo dall'impatto «devastante» che i due progetti avrebbero sul capoluogo toscano e sulla Val di Susa, ma anche dalla «situazione delle finanze dello Stato italiano», che ne «sconsiglia la realizzazione».
 
FORTE INDEBITAMENTO PUBBLICO. Nonostante questo, hanno sottolineato a Monti gli autori del documento, «in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico».
 
LA TAV MANDEREBBE IN ROSSO I CONTI FS. «Segnaliamo», è stato scritto ancora nella lettera, «che la Troika (commissione Ue, Bce, Fmi), ha incluso espressamente il debito delle società statali, come sono le Ferrovie dello Stato, nel debito complessivo della Grecia. Gli investimenti nei progetti di Av in Italia aumenterebbero di molti miliardi il debito di Fs e di Rfi. Dunque l'Italia potrebbe diventare il bersaglio della speculazione internazionale».
 
SPAGNA E GRECIA HANNO RINUNCIATO. Il gruppo di esperti europei nella lettera al presidente Mario Monti ha ricordato anche come, «a causa della crisi finanziaria», sia il Portogallo sia la Spagna abbiano deciso di abbandonare quattro grandi progetti, dei quali tre relativi all'altà velocità: «in Portogallo la tratta da Porto per Vigo (Spagna) e la connessione Lisbona Madrid. In Spagna il mantenimento del servizio della tratta Av già costruita Toledo-Cuenca-Albacete».
Il documento è stato sottoscritto, oltre che Asor Rosa e Settis, anche dai professori Hermann Knoflacher del politecnico di Vienna, Heiner Monheim del'università di Treviri, Rolf Monheim dell'università di Bayreuth.
 
PUNTARE SU TRASPORTI SOSTENIBILI. Il testo è stato presentato il 22 maggio a Firenze, nell'ambito di un incontro organizzato dai locali comitati anti Tav al quale ha preso parte lo stesso Asor Rosa insieme ad alcuni dei docenti stranieri. «La realizzazione della Tav è un'opera perversa, oltre che diseconomica», ha detto il critico, «e la lettera 'europea' che presentiamo oggi (il 22 maggio) testimonia che chi vi si oppone non lo fa per interessi squisitamente localistici, ma perché crede in un modo diverso, più umano, democratico e sostenibile di concepire i trasporti e gli interventi infrastrutturali».
 
PROGETTO DI FIRENZE IRRESPONSABILE. Oltre alla lettera inviata a Monti, durante l'incontro il think tank ha presentato una seconda lettera, inviata in questo caso agli amministratori locali toscani (il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci).
Nella missiva, il programma di costruzione del tunnel Av sotto il capoluogo toscano è definito «irresponsabile», «eccessivamente costoso» e «portatore di danni all'assetto idrogeologico del territorio», mentre viene consigliata l'adozione del progetto della Tav di superficie realizzato alcuni fa nell'ateneo fiorentino.

lunedì 19 marzo 2012

Convegno "Dalla parte del territorio"

La Rete dei Comitati per la difesa del Territorio

organizza

DALLA PARTE DEL TERRITORIO

contraddizioni, errori, vertenze e proposte per il caso toscano
 Firenze, 24 marzo 2012, sala dell’Istituto Stensen, viale don Minzoni 24/a

Seduta antimeridiana: ore 9 – 13,30. Presiede e coordina Alberto Asor Rosa
  1. Il punto di vista della Rete.
Ore 9 – 9,30:               Alberto Asor Rosa, I compiti politici attuali del movimento ambientalista
Ore 9,30 – 10:             Claudio Greppi, Dalla vertenza al progetto. Una nuova cultura del territorio.
  1. Legislazione e costituzionalità in ambito territoriale.
Ore 10 – 10,30:           Salvatore Settis, Profilo costituzionale della tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Ore 10,30 – 11:           Paolo Baldeschi, Il nuovo piano paesaggistico, una tessera per un diverso governo del territorio toscano.
  1. Le possibili risposte ambientali e politiche.
Ore 11 – 11,30:          Guido Viale, Conversione ecologica e territorializzazione dell’economia.
Ore 11,30 – 12:           Ornella De Zordo, Democrazia da ritrovare: dalla speculazione sul territorio alla gestione partecipata dei beni comuni.
Ore 12 – 13,30:           Interventi dei Comitati e dibattito.
13,30 – 14,30, pausa pranzo
Seduta pomeridiana, ore 14,30 – 18,30. Presiede e coordina Vezio De Lucia
  1. Le criticità e le nostre risposte.
Ore 14,30 – 15:           Alberto Magnaghi, Il patrimonio territoriale per il futuro della Toscana: campi, officine, riviere, foreste, città.
Ore 15 – 15,30:           Piero Bevilacqua, L’Appennino toscano fra abbandoni e nuove vocazioni.
Ore 15,30 – 16:           Maria Rosa Vittadini, Grandi opere: il tempo delle scelte.
Ore 16 – 16,30:           Mauro Chessa, Risorse e fragilità del territorio: dalla geotermia al dissesto idrogeologico.
Ore 16,30 – 18:           Interventi dei Comitati e dibattito.
Ore 18 – 18,30:           Alberto Asor Rosa, Conclusioni.