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venerdì 20 aprile 2012

Altà velocità, la Germania ci ripensa e dice addio ai treni superveloci.

Dal Sole24ore:

Berlino frena i treni ad alta velocità. In un'intervista al periodico «Wirtschaftswoche» il presidente delle ferrovie tedesche, Rudiger Grube, ha annunciato che la prossima generazione degli Ice - equivalenti ai TGV francesi e agli Etr 500 italiani - non viaggerà più a 300 chilometri all'ora, ma "solo" a 250. «Per la Germania la velocità di 250 chilometri all'ora è più che sufficiente - ha spiegato Grube -, tanto più che le tratte dove gli Ice possono raggiungere i 300 all'ora sono solo due: Colonia-Francoforte e Norimberga-Ingolstadt».
Costruirne di nuove costerebbe troppo. Il rallentamento da 300 a 250 della velocità massima comporta una serie di vantaggi: minor costo di produzione e di manutenzione dei treni, e minor costo di manutenzione delle linee. Grube ha inoltre ricordato che la minore velocità riduce i ritardi dovuti alle perturbazioni del traffico, e rende più facile il rispetto delle coincidenze.
Meno velocità in cambio di maggiore affidabilità, insomma. La strategia annunciata da Grube rappresenta un dietrofront rispetto a quella del suo predecessore, Hartmut Medhorn; secondo Grube, inoltre, è stata oggetto di accese discussioni all'interno della società, soprattutto con i vertici della divisione che gestisce il traffico a lunga percorrenza.
La Deutsche Bahn ha assegnato l'anno scorso alla Siemens una commessa da 6 miliardi di euro per 220 nuovi treni Ice, che dovrebbero entrare in servizio entro il 2020 in sostituzione di quelli di prima e seconda generazione e anche degli attuali convogli Intercity; la loro velocità - è già stato annunciato - sarà di 230 o 250 chilometri l'ora a seconda del tipo. Secondo «Wirtschaftswoche» anche la francese Sncf avrebbe per ora deciso di rinunciare al previsto aumento della velocità massima dei Tgv dagli attuali 300-320 kmh a 350.
Nel nostro Paese Trenitalia ha appena assegnato a Bombardier e Ansaldo Breda la commessa per i nuovi treni ad alta velocità. In quell'occasione l'amministratore delegato Mauro Moretti ha annunciato che i supertreni italiani sfrecceranno a 360 all'ora.
Ma quanto si perde davvero ad andare un po' più piano? Nel caso del nostro Paese, per esempio, le due tratte più lunghe che i treni possono percorrere a 300 all'ora sono quelle da Tavazzano (tra Milano e Lodi) a Modena (circa 150 chilometri) e tra Roma e Napoli (poco meno di 200). Su 150 chilometri di percorso la perdita di tempo rallentando da 300 a 250 all'ora è di sei minuti, che può essere compensata in parte da una maggiore accelerazione. Tenuto conto che da Bologna a Firenze la differenza è irrisoria e che da Firenze a Roma la linea è comunque limitata a 250 all'ora, la perdita di tempo da Milano a Roma sarebbe dunque compresa tra i 5 e i 10 minuti.

 

lunedì 7 novembre 2011

Solidarietà a Riccardo Antonini

Alternativa Toscana esprime la propria solidarietà nei confronti del ferroviere Riccardo Antonini, che è stato licenziato a causa del suo ruolo di consulente Cgil di parte civile nell'inchiesta che riguarda la strage di Viareggio. La gravissima decisione delle Fs è stata comunicata stamani, e nella raccomandata che Antonini ha ricevuto tale decisione è stata motivata dal fatto che si sarebbe "definitivamente compromesso il rapporto fiduciario", causa appunto del licenziamento per giusta causa senza preavviso. Il ferroviere era già stato in precedenza sospeso in seguito al "conflitto di interessi" ed alla sua partecipazione alla manifestazione genovese contro l'amministratore delegato di Ferrovie Moretti (che è indagato per la strage).

Alternativa Toscana ritiene che si tratti di un'inaccettabile ritorsione nei confronti di una persona che sta dando un contributo importante nella ricerca della verità. L'unico conflitto di interessi è quello di Moretti indagato che licenzia un suo dipendente che è consulente di parte civile. In questo senso condividiamo pienamente le parole dello stesso Antonini: " E' un'offesa alle vittime e alle loro famiglie e un'azione intimidatoria nei confronti dei lavoratori."