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lunedì 21 maggio 2012

Brindisi e la democrazia.

Comunicato dell'Ufficio Centrale di Alternativa.

Il dolore atroce che si rovescia sulla vita civile del nostro Paese, nel giorno dell’attentato che ha profanato la gioventù di Brindisi, è ancora una volta l’ingrediente sanguinario che puntualmente si inserisce dall’ombra nei momenti cruciali della storia nazionale.
Le bombe che scoppiano fra la gente hanno sempre favorito lo stesso obiettivo: convalidare un restringimento della libertà in nome della sicurezza e disinnescare le possibilità di cambiamento democratico mentre si approntano nuovi equilibri.

L’attentato di Brindisi, un episodio che si aggiunge alla lunga serie del terrorismo stragista italiano, emerge come un evento di grande importanza perché si affaccia tragicamente in un crocevia di crisi politiche ed economiche che stanno ridisegnando la sovranità, i rapporti sociali e di potere, la forma stessa del sistema politico: esattamente come accadde in questi stessi giorni vent’anni fa, quando la strage di Capaci fu un fatto decisivo nel passaggio drammatico della nostra storia in cui crollava la cosiddetta Prima Repubblica, un momento di crisi che travolse vite, carriere, movimenti politici e speranze di rinnovamento, il tutto in mezzo a stragi, tensioni, ricatti, messaggi trasversali e misteri mai risolti, che hanno pregiudicato la vita democratica italiana nei vent’anni successivi.

Alla vigilia di un netto peggioramento della crisi, al quale la tragedia economica della Grecia sta per fare da innesco, l’entrata in scena di questa forma di violenza deve suscitare il massimo allarme democratico.
Non sfugge a nessuno il fatto che l’attentato stragista è perpetrato davanti a una scuola intitolata proprio a una delle vittime della strage di Capaci, Francesca Morvillo Falcone.
Così come non ci sfugge un’altra singolare coincidenza: è colpita per prima la città portuale italiana che funge da “porta della Grecia”, quasi ad aprire simbolicamente una nuova fase in cui convergeranno tutti i fattori di crisi.

Il governo Monti-Napolitano, che si è costituito per un grave deficit di democrazia e ha continuato ad agire su quella strada, appare come il più pericoloso e il meno adatto a gestire questa fase di crisi: recentemente, di fronte al crescere delle tensioni sociali aggravate dalle loro scelte politiche, i governanti hanno fatto presagire una militarizzazione della loro risposta, accompagnata da indiscriminati allarmi antiterrorismo.

Il laboratorio politico Alternativa fa appello ai movimenti, ai cittadini, a tutte le forze popolari che hanno a cuore la difesa della Costituzione, affinché vigilino e non cedano sulla difesa delle libertà fondamentali. Con l’obiettivo di avere un governo che non sia gravato dal deficit di democrazia.

19 maggio 2012.
Ufficio Centrale di Alternativa

venerdì 25 febbraio 2011

Conferenza a Firenze sulla tortura sonora nella "guerra al terrorismo"

Segnaliamo questo invito a una conferenza in lingua inglese.


New York University La Pietra Policy Dialogues
invites you to the lecture 

Music as Torture in the United States’ ‘War on Terror’

By Professor Suzanne Cusick, New York University

Monday, February 28th at 6:00 pm

Villa La Pietra, Salone


Professor Cusick's talk will explore how United States authorities have systematically used music and sound as elements of detention and interrogation practices so harsh as to have been defined by some as psychological torture aimed at destroying prisoners’ subjectivities. She will use first person accounts of former prisoners to show how manipulations of the acoustic disrupted prisoners’ use of hearing and vocalization both to locate themselves in intelligible worlds and to create relationships with those worlds. It is this disruption of ordinary relationality that produces the desired destruction of subjectivity. Further, she shows that a focus on hearing, vocalization and psychological trauma is insufficient to explain the violence of what one former prisoner called “the music program.” The destruction of prisoners’ subjectivities partly depends on the acoustically and philosophically salient fact that manipulations of the acoustical environment produce the somatic effect of sympathetic vibration. Always compelled by the physical properties of sound to vibrate in their very bones with those sounds, the prisoners subjected to the music program have no choice but to become, themselves, the characteristic sounds of their captors. This is an ultimate kind of violence that batters prisoners’ bodies, shatters the capacity to control the acoustical relationality that is the foundation of subjectivity, and blasts away all sense of privacy, leaving in its place a feeling of paradoxically unprivate isolation.


For more information or to R.S.V.P. lapietra.policy.dialogues@nyu.edu or 055 5007.202
NYU La Pietra Policy Dialogues aims to make a creative contribution to contemporary public policy debate by bringing together a wide array of actors not commonly called upon to reflect on policy questions or to sit at the same table together, including academics, politicians, business leaders, and other public intellectuals, with the ultimate goal of building a rich and diverse network across the Atlantic.

NYU La Pietra Policy Dialogues - Villa Sassetti, Via Bolognese 120, 50139 Florence, Italy - www.nyu.edu/lapietra/policy.dialogues/