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venerdì 28 ottobre 2011

Buone notizie da Napoli






COMUNICATO STAMPA




Napoli come Parigi, l'acqua è di nuovo pubblica




Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e il Comitato Acqua Pubblica Napoli salutano con gioia e soddisfazione il voto del Consiglio Comunale di Napoli che ha approvato, sostanzialmente all'unanimità, la trasformazione dell'azienda "Arin S.p.a." in “Acqua Bene Comune Napoli”, un ente di diritto pubblico che gestirà le risorse idriche.
Si tratta delle prima effettiva attuazione del voto referendario, e della volontà di 27 milioni di cittadini, in una grande città: a Napoli l'acqua torna pubblica.
Si compie il primo, storico, passo verso la ripubblicizzazione del servizio idrico nel nostro paese.
Ci aspettiamo adesso che tutte le altre città seguano l'esempio napoletano e che oltre alla ripubblicizzazione si vada nella direzione di una reale partecipazione dei cittadini e dei lavoratori nella gestione del Servizio Idrico Integrato.
Da oggi, 26 ottobre, inizia il percorso della gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, a cui tutti i cittadini e tutte le cittadine saranno chiamati a contribuire.
L'acqua torna ed essere un bene comune e nessuno, d'ora in poi, potrà dire che non si poteva fare. Su acqua e referendum indietro non si torna.
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Comitato Acqua Pubblica Napoli



Napoli, 26 ottobre 2011

lunedì 2 maggio 2011

Per i referendum sul nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il "legittimo impedimento"

Comunicato stampa, 28 aprile 2011 Referendum,
scende in campo la società civile

Quaranta esponenti di associazioni, sindacati, media e movimenti,
lanciano l’appello “Per cambiare”:
Per fermare le manovre del governo che vuole cancellare i referendum.
Per cancellare, sul serio, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”.
Per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.
Per raggiungere il quorum e per la vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno 2011.
 
E’ stato lanciato oggi l’Appello “Per cambiare. Appello per i Referendum del 12-13 giugno 2011. 
Tra i primi firmatari ci sono Giulio Marcon della campagna Sbilanciamoci, Tonio Dell’Olio di Libera, l’associazione antimafia, Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil, Rossana Rossanda, fondatrice del quotidiano “Il Manifesto”, Paolo Flores, direttore di “Micromega”, Paolo Serventi Longhi direttore di “Rassegna Sindacale”, Gianni Mattioli del Comitato Vota SI per fermare il nucleare, Flavio Lotti della Tavola della Pace, Mimmo Pantaleo segretario della Flc Cgil, Paul Ginsborg di Libertà e Giustizia.
 
Gli esponenti di associazioni e movimenti, intellettuali e sindacalisti denunciano le manovre del governo che vuole cancellare i referendum su nucleare e privatizzazione dell’acqua e criticano una politica sempre più lontana dalla società.  Chiedono ai cittadini di trasformare il loro impegno nelle mobilitazioni degli ultimi anni  per il lavoro, i diritti, la legalità, la scuola, l’ambiente, la pace in una partecipazione di massa al voto del 12-13 giugno.

“La politica istituzionale finora non ci ha ascoltato. Tutto questo può cambiare”  sostiene l’appello. Con i referendum si può imporre alla politica “la volontà dei cittadini, riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere”. 

L’appello spiega le ragioni per votare SI ai quattro quesiti referendari:
- Il nucleare non serve all’Italia ed è inaccettabile dopo il referendum del 1987 che l’aveva rifiutato e dopo il disastro di Fukushima. Ora il governo vista l’impopolarità del nucleare - ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. E’ un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare. 
 
- L’acqua non è una una merce come le altre, è un servizio essenziale che non può essere lasciato ai privati.  Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore del 7%. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione. 
 
 - Il legittimo impedimento è un arbitrio del potere e la Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, metteremmo fine alle leggi “su misura” per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso.
 
L’appello invita i cittadini a cogliere l’occasione dei referendum non solo per far sentire le proprie voci, ma per far valere il potere del proprio voto: “Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica sia del governo che dell’opposizione  a fare i conti i con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo”.
 
I promotori annunciano una campagna d’informazione a sostegno di quella promossa dai Comitati per il SI, e una serie di iniziative in diverse città. 

Per informazioni e iniziative:referendumpercambiare@gmail.com
Per saperne di più:www.referendumacqua.itwww.fermiamoilnucleare.it
www.ilmanifesto.itwww.micromega.net
www.rassegna.itwww.reteasinistra.it
www.sbilanciamoci.info

giovedì 24 febbraio 2011

Memo Referendum Acqua Pubblica

Ven. 25 Febbraio 2011 ore 18,00

FIRENZE (FI), RIUNIONE REGIONALE CONGIUNTA

Referendum Acqua Pubblica - Comitato Regionale /Provinciali-Territoriali
http://www.acquabenecomunetoscana.it/spip.php?article13184

presso

sede regionale ARCI Toscana (Firenze - Piazza dei Ciompi)

Porteranno un saluto e un contributo ai ns. lavori :

Paolo Carsetti e Corrado Oddi

del Comitato Referendario Nazionale

"2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE"

Sempre in stessa date e sede alle ore 16,00 una delegazione del Comitato Referendario Naz.

"2 SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE"

incontrerà una delegazione naz. delle realtà di Movimento impegnate sul Referendum contro il nucleare

lunedì 21 febbraio 2011

Pisa, incontro con Luca Martinelli

Comitato Provinciale Pisano “2 SÌ per l’ Acqua Bene Comune”

Nell’ imminenza della consultazione referendaria

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ ACQUA

sabato 26 febbraio, ore 18

presso il convento dei Frati Minori in piazza S.Croce in Fossabanda 1, Pisa

incontro con LUCA MARTINELLI di“Altreconomia”

autore del libro “L’ acqua è una merce - Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione”

Un’ occasione di informazione, riflessione ed approfondimento sui temi del referendum


lunedì 14 febbraio 2011

Referendum acqua pubblica, firma per l'accorpamento con le amministrative

Da oggi, per iniziativa dei promotori della campagna referendaria "L'acqua non si vende", è possibile firmare online l'appello per l'accorpamento delle date del voto della consultazione referendaria e delle elezioni amministrative.
Per firmare potete andare sulla home-page del sito wwwacquabenecomune.org o al seguente link: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=171

venerdì 21 gennaio 2011

Per l'Acqua Bene Comune, il punto sul referendum


REPORT RIUNIONE
COMITATO REFERENDARIO 2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE
Roma, 14 gennaio 2011

Presenti: Ass. Ya Basta, Attac Italia, Forum Ambientalista, Laboratorio Politico Alternativa, Progetto Uniti e Diversi, Fp Cgil, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua, Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, Action Roma, Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri", Segreteria Campagna Referendaria Acqua Bene Comune, Amici di Beppe Grillo, SEL, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Legambiente Nazionale, Transform! Italia, ACLI, ARCI, USB, Rete@sinistra, A Sud, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ass. Michele Mancino, Comitato Acqua Pubblica Molise, Sinistra Critica.

La riunione è iniziata con l’analisi della decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari.
La Corte ha dichiarato ammissibili due dei nostri quesiti e ne ha cassato un terzo, oltre a quello proposto dall’IDV.

Tutti hanno condiviso un giudizio sostanzialmente positivo dell’esito, perché, pur tenendo conto del fatto che la bocciatura del secondo quesito priva della possibilità di pronunciarsi direttamente per l’abrogazione delle forme societarie basate sulle SpA, non muta la sostanza politica della campagna referendaria, sintetizzabile nello slogan “Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”, con un quesito che abroga totalmente il cosiddetto decreto Ronchi da una parte ed un quesito che, abrogando dalla tariffa la remunerazione del capitale investito, consente dall’altra un voto che si pronunci per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Si è condivisa la necessità che i contenuti del quesito bocciato vengano culturalmente recuperati nella realizzazione della campagna, che a tutti gli effetti dovrà essere una campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Si è inoltre accennata una discussione intorno al fatto che il primo quesito, abrogando l’intero decreto Ronchi, incide non solo sul servizio idrico, ma anche sull’insieme dei servizi pubblici locali, con particolare rilievo sui servizi ambientali e sul trasporto pubblico locale. L’idea condivisa è quella di mantenere un’impostazione della campagna referendaria focalizzata come campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua, in quanto elemento costitutivo del nostro percorso, considerando l’estensione del blocco della messa sul mercato degli altri servizi pubblici locali, come valore secondario e positivo per coinvolgere fasce sociali e mondo del lavoro dentro il percorso referendario.

E’ stato sottolineato come, a fronte dei poteri forti schierati contro i referendum, abbia pesato, nella scelta della Corte Costituzionale, il dato numerico delle firme raccolte e la grande campagna di sensibilizzazione messa in atto, permettendo così di raggiungere già un primo significativo risultato: su un bene che a tutte e tutti appartiene, per la prima volta sarà l’intero popolo italiano a potersi pronunciare.

Moltissimi interventi hanno sottolineato la necessità che a tutte e tutti diventi chiara la svolta impressa con il positivo risultato ottenuto dalla Corte Costituzionale: adesso i referendum sono una realtà ed è bene che tutti, dalla più grande rete e organizzazione nazionale al più piccolo comitato territoriale, siano consapevoli del fatto che da ora la campagna referendaria è a tutti gli effetti avviata e necessita delle massime energie possibili da parte di ciascuno.

In questo senso, una prima decisione presa è quella di avviare una serie di incontri con valenza interna ed esterna. Sul lato interno, al fine di riprodurre ed estendere il coinvolgimento diretto di tutti gli aderenti al Comitato Promotore; sul lato esterno, per avviare sinergie con reti e movimenti che possono diventare alleati nell’attivazione della campagna referendaria (movimenti contro il nucleare e per la difesa del territorio e dei beni comuni, movimenti della scuola, università, ricerca etc.) e con reti, movimenti e organizzazioni con cui si vogliono instaurare relazioni per far comprendere l’importanza della partita in gioco (reti e associazioni degli agricoltori, reti sindacali, associazioni dei consumatori etc.).

Al fine di procedere all’adeguata organizzazione della rete dei comitati referendari nei territori, si è deciso di dare un nome definitivo al Comitato, da replicare in tutti i territori e da comunicare ai mass media. A questo proposito, si è aperta una consultazione, iniziata nella riunione e proseguita successivamente nella mailing list, che è approdata alla definizione “Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune”.
Si è deciso altresì di convocare per l’inizio di febbraio una giornata di conferenza stampa congiunta a livello nazionale e in tutti i territori per annunciare l’avvenuta costituzione del Comitato, per lanciare l’avvio della campagna referendaria.

La riunione è proseguita affrontando i prossimi obiettivi politici del percorso referendario.
A questo proposito, si è condivisa la necessità di rilanciare l’obiettivo della moratoria, ora più che mai necessario visto che i referendum sono una realtà e non più una possibilità, e di chiedere l’accorpamento della data del voto referendario con quella che verrà designata per le elezioni amministrative.
Per quanto riguarda la moratoria, si prevede la pressione su tutti i partiti presenti in Parlamento e su tutti gli enti locali, affinché venga rispettato il diritto democratico di voto referendario, senza ulteriori accelerazioni nei processi di privatizzazione.
Per quanto riguarda la richiesta di accorpamento delle date di voto, oltre agli incontri con i partiti, verrà richiesto incontro con il Presidente del Consiglio e con il Presidente della Repubblica, motivando la richiesta sia come elemento per favorire la partecipazione, sia come elemento di risparmio di un’ulteriore spesa pubblica.

L’avvio della campagna referendaria comporta un deciso avvio della campagna di autofinanziamento, nelle modalità partecipative previste e approvate da tempo (donazione o sottoscrizione di quote con restituzione in caso di raggiungimento del quorum): a questo proposito si è chiesto a tutti gli aderenti al Comitato Promotore e al Comitato di Sostegno di farsi carico della sottoscrizione e di farlo con tempi e stanziamenti adeguati, come da quote proporzionali già precedentemente proposte in occasione della campagna di raccolta firme (che si allegano al presente report). Al fine di evitare le discrepanze tra quanto richiesto e quanto effettivamente versato si richiede di confermare la conformità della cifra proposta.
Si è confermata la data del week end del 5/6 febbraio come giornata nazionale per il lancio della campagna di autofinanziamento, con iniziative in tutto il paese e in tutti i territori da replicare ed estendere per tutti i mesi di febbraio e marzo.

Da più parti si è sottolineata l’importanza che da questo momento assumerà il mondo dell’informazione e a questo proposito si è condivisa la necessità di istituire un gruppo di lavoro che, coordinato dall’ufficio stampa della segreteria, monitori e sappia intervenire nei vari passaggi della campagna.

E’ stata inoltre annunciata la realizzazione dell’assemblea nazionale degli Enti Locali per l’acqua pubblica, che si terrà a Roma il 21 gennaio, sottolineando l’importanza strategica di una relazione stretta con gli stessi per il successo della campagna referendaria.

Si è inoltre annunciata, come risultato del gruppo di lavoro sul nuovo modello di finanziamento del servizio idrico, la prossima preparazione di un convegno nazionale che serva da lancio della proposta come elemento forte del percorso per la ripubblicizzazione.

E’ stata infine ribadita e assunta la proposta di realizzare per il prossimo 19 marzo una grande manifestazione nazionale a Roma per il SI ai referendum, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni, in merito alla quale già dall’inizio di febbraio partiranno le riunioni di organizzazione della stessa, in modo da produrre la più ampia partecipazione possibile e l’adeguato lancio dell’ultima tappa verso il voto della primavera.

La riunione è stata da ultimo informata della richiesta pervenuta telefonicamente da parte dell’IdV per un incontro finalizzato alla proposta di unificazione dei comitati promotori referendari su acqua e nucleare. La riunione si è al proposito pronunciata per rispondere favorevolmente alla richiesta di incontro se formalizzata - cosa sinora non avvenuta - precisando da subito la netta contrarietà all’unificazione dei comitati promotori, in quanto frutto di percorsi estremamente differenti (da una parte una grande coalizione sociale dal basso, dall’altra un partito), poco efficace nel dispiegamento delle energie necessarie alla campagna referendaria e proposta da un partito che per tutto il percorso, dalla raccolta delle firme fino alla sentenza della Corte Costituzionale, si è posto in contraddizione diretta con i movimenti per l’acqua.
Le sinergie fra i due temi - acqua e nucleare - così immediate nella sensibilità della grandissima parte degli attivisti dell’acqua, dovranno trovare momenti di intreccio forte durante la campagna referendaria, senza che questo comporti una commistione inutile tra i due comitati promotori.
  
Segreteria Operativa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune
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Paolo Carsetti

Segreteria Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.referendumacqua.it

venerdì 17 dicembre 2010

Acqua e rifiuti, dal 20 dicembre in Toscana si cambia. In peggio.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.



La Regione Toscana espropria Sindaci e consiglieri comunali

La Regione Toscana si appresta il 20 dicembre prossimo a stravolgere le norme sui servizi pubblici di acqua e di rifiuti, togliendo ai Sindaci ogni possibilità di scelta in merito e relegandoli, di fatto, in una commissione puramente consultiva, non vincolante delle scelte dei Commissari regionali, che andranno a sostituire l’Assemblea dei Sindaci.

Il pretesto per la Giunta regionale toscana è dato dalla Legge finanziaria statale, che pone l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica per Enti ritenuti inutili. Obiettivo condivisibile, ma qui preso a pretesto per aumentare le dimensioni territoriali degli Ambiti Ottimali, sino a farli coincidere con la regione, come se tali ambiti fossero legati a confini amministrativi e non alle specificità territoriali. Si pretende di far credere che nel controllo regionale delle scelte, gli amministratori regionali sarebbero più liberi dei sindaci, rispetto alle potenti multinazionali, che hanno deciso di trarre profitti senza rischi, gestendo acqua e rifiuti.

Questa riforma non ha neppure nulla di coerente con le asserite volontà di ottimizzare l’efficacia e l’efficienza del servizio, che si fondano invece sulle conoscenze, che sono locali e sui caratteri di un territorio ottimale. “Ottimale” appunto è l’aggettivo fissato dalla legge 36/94, che stabilisce anche i criteri fisici, geografici ed economici, criteri che la Regione Toscana intende stravolgere e non rispettare. Per l’acqua, gli Ambiti ottimali sono strettamente connessi al territorio, sono i bacini idrografici, dove l’acqua piovana defluisce in superficie verso valle o attraverso le falde idriche in percorsi geograficamente e fisicamente definiti per essere poi captata e usata dalla collettività, e infine depurata e scaricata nei fiumi.

Questo vale per l’acqua, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti, dove la scelta migliore non è l’accentramento, la regionalizzazione, il commissariamento dei sindaci e dei consigli comunali, ma quella che porta a un coinvolgimento delle popolazioni locali, chiamate a evitare impianti dannosi alla salute e a realizzare le buone pratiche, per conseguire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il loro recupero. Cioè soluzioni alternative sia all’incenerimento sia alle discariche. Purtroppo sappiamo che la Giunta regionale ha altri interessi, coincidenti con gli investitori negli impianti d’incenerimento.

La Regione, con questa scelta, si manifesta oggettivamente autoritaria, antidemocratica e piegata ad interessi privati. Autoritaria, perché, a fronte delle istanze dei cittadini la risposta è quella dell’accentramento, dell’allontanamento dei decisori dai territori e dalle comunità su cui ricadono gli effetti delle decisioni. Antidemocratica, perché “svuota” di senso e di autorità le figure dei Sindaci e dei Consigli comunali, ponendo le condizioni oggettive per assegnare a potenti oligopoli privati e ai loro interessi di mercato la gestione di beni che dovrebbero restare pubblici.

Ciò accade nel più assoluto e colpevole silenzio di tutti i partiti: non voler vedere tutto ciò e ritenere questi amministratori inconsapevoli, poco o male informati, significa assumersi la corresponsabilità di una deriva veramente pericolosa.

Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste
Provincia di Grosseto