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martedì 17 luglio 2012

Rossi e il 'golpe' al settore Via: le paure delle associazioni.

Comunicato stampa congiunto di 11 tra Associazioni e Comitati della Toscana che scrivono a Rossi dopo il ‘golpe’ al Settore VIA.

 11 Associazioni, Comitati e cittadini della Toscana chiedono al  Presidente della Regione Enrico Rossi di rispondere a 8 quesiti, partendo dal recente allontanamento del Direttore Fabio Zita, ritenuto uno dei funzionari più competenti del Settore VIA regionale; 8 domande su progetti per cui i tecnici regionali avevano posto prescrizioni a tutela dell’ambiente e dei cittadini, prescrizioni che sono state ritenute evidentemente ‘d’intralcio’ per le grandi opere, per cui Rossi ha revocato la delega all’Ass.Bramerini, avocandosi le competenze del settore VIA e VAS. 
La prima a lamentarsi era stata la Società Autostrade per gli eccessivi costi imposti dalle prescrizioni dell'ufficio VIA per il progetto Terza corsia. Inoltre crea ostacoli, al momento insormontabili, la definizione di "rifiuti speciali" per le terre di scavo del Tunnel ferroviario fiorentino, che si vorrebbero usare per costruire la collina schermo di Cavriglia. E’ poi in discussione il nuovo progetto del maxi elettrodotto di Cavriglia-Monte San Savino che creerebbe impatti devastanti sulle colline e vallate senesi e aretine.
Anche la situazione del costruendo impianto eolico industriale di Riparbella pone inquietanti domande, dato che, in questi giorni, i funzionari regionali si sono definiti incompetenti nel giudicare la variante al progetto, eseguita dalla ditta senza alcuna autorizzazione.
Nel comunicato si ricorda a Rossi quanto sia stata apprezzata la LR 40 sulla partecipazione democratica, che il Settore VIA ha sempre applicato con rigore negli scorsi anni, dando la possibilità anche ad Associazioni e Comitati che avevano fatto osservazioni di poter partecipare alle conferenze dei servizi esterne. Ora questo inspiegabile azzeramento dei vertici del Settore trova risposte solo nelle peggiori ipotesi, tra cui la volontà di eliminare ogni e qualsivoglia ostacolo agli interessi dei poteri forti, seguendo la logica del fare a ogni costo. Un’accelerazione di tale politica a spese delle grandi risorse paesaggistiche toscane, che possono essere determinanti per la ripresa economica, fa sorgere il sospetto che per il Presidente Rossi quanto non sia privatizzabile non sia degno di tutela.

 1  E’ vero che il Settore VIA ha attualmente in istruttoria importanti progetti infrastrutturali per i quali il Governatore Rossi ha già firmato appositi protocolli d'intesa e ha dichiarato che la Regione sta lavorando  "per rilasciare i permessi di realizzazione” entro l'estate?
 
2  E’ vero che tra i progetti di cui sopra sono comprese le Terze Corsie della A11 e della A1, per le quali la Società Autostrade per l'Italia ha ripetutamente criticato le osservazioni dell’ufficio VIA regionale che, se imposte, determinerebbero "costi e impatti sull'esercizio, tali da rendere infattibile la realizzazione della Terza corsia autostradale "?
 
3  E’ vero che l'istruttoria tecnica regionale in materia di VIA relativa alla costruzione della collina schermo di Cavriglia con i materiali del sotto attraversamento ferroviario di Firenze ha portato a definire tali materiali rifiuti speciali e che quindi le modalità per il conferimento a Cavriglia  dovranno rispettare le norme in materia di trattamento rifiuti?
 
4  E’ vero che deve ripartire il processo di VIA  sull'elettrodotto Cavriglia - Monte San Savino  per il quale IL Settore VIA aveva proposto modifiche sostanziali e migliorative degli impatti devastanti che avrebbe avuto il primitivo progetto di maxi elettrodotto in aree di grande pregio ambientale?
 
5 E’ vero che dopo lo sfruttamento minerario dell’Eni e le successive richieste di bonifiche, non ancora ultimate, la Regione Toscana ha rilasciato una cinquantina di autorizzazioni a perforazioni minerarie a multinazionali estere?
 
6  Come intende il Governatore risolvere la questione delle modifiche progettuali all'impianto eolico di Riparbella  già eseguite in ASSENZA DI VERIFICA e per la quale è aperta una indagine della Magistratura?
 
7  Alla luce di quanto sopra esposto, cosa pensa di produrre di positivo per la collettività toscana con la rimozione sostituzione del responsabile del Settore VIA Fabio Zita al quale sono riconosciute non solo a livello regionale,  una professionalità e una grande capacità nella delicata gestione dei processi partecipati?
 
8  Il Governatore Rossi pensa che i cittadini toscani possano credere che l’allontanamento forzato del Responsabile del settore VIA sia da ascrivere esclusivamente ad una "normale riorganizzazione"?
E proprio riguardo alla partecipazione democratica abbiamo apprezzato l'enorme mole di lavoro di cui il Settore Via si è fatto carico, negli anni, per analizzare tutti i progetti depositati e dare la possibilità di fare osservazioni alle Soprintendenze, Enti, associazioni ambientaliste, comuni cittadini e associazioni di categoria.  Proprio grazie alla L.R. 40 è stato permesso ad associazioni e cittadini di poter assistere alle conferenze dei servizi esterne, un’opportunità che manca in altre regioni. Abbiamo assistito a decine di Conferenze, in particolare per impianti eolici sui crinali toscani e delle ragioni confinanti e possiamo dire che la trasparenza e la scrupolosità dei funzionari degli uffici del Settore, sono stati finora, a ragione, un punto di forza della Toscana.

Attendiamo risposte a tutti questi quesiti  e considereremo eventuali risposte poco convincenti una conferma di comportamenti poco trasparenti dei quali la politica dovrà assumersi in toto la responsabilità.

16/07/2012

Italia Nostra
Comitato contro il sotto attraversamento TAV di Firenze
Cittadini area fiorentina/Comitati dei cittadini-Firenze
IPC  Insieme per Cambiare Riparbella  (Pisa)
Coordinamento territoriale no Sat
Gruppo imprenditori  dell’agriturismo Alta Maremma e della Val di Cornia.
Comitato Aria cheta (San Godenzo Fi)
RRC  Rete della Resistenza sui Crinali alto appennino
Comitato Albegna Viva (Gr)
Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico e l'eolico nelle Aree Verdi
Coordinamento dei Comitati e associazioni ambientaliste della Provincia
di Grosseto

giovedì 26 aprile 2012

Versilia, la neonata rete ambientale denuncia i rischi dell'elettrosmog.

Tratto dall'edizione locale de La Nazione. 
«VOGLIAMO essere per le istituzioni un valore aggiunto e non un nemico da combattere».
 
E’ decisa a dare battaglia per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini, la neonata “Rete ambientale della Versilia”, presentata ufficialmente ieri mattina nei locali del Dopolavoro ferroviario. «Obiettivo della Rete — spiegano — è quello di unire le forze dei vari comitati-associazioni per affrontare al meglio i tanti problemi che affliggono il nostro territorio. La Versilia è la zona della Toscana con il più alto tasso di mortalità per cancro. Questo significa che le politiche ambientali non sono state affrontate con il giusto impegno. La Rete è costituita da persone che hanno a cuore il proprio territorio e vogliono collaborare con le istituzioni per risolvere i problemi da troppi anni lasciati a se stessi. Non siamo affetti da sindrome di “Nimby” (Not In My Back Yard, letteralmente “Non nel mio cortile”), ma per ogni problema riscontrato proponiamo sempre una alternativa. La Rete è aperta a tutti i comitati-associazioni e cittadini di buona volontà».
MOLTI sono stati gli interventi. «Tutta la Versilia dovrebbe essere inserita fra i Sin (Siti di interesse nazionale) per le condizioni di degrado del territorio e l’elevata mortalità — ha esordito Antonio Dalle Mura di Italia Nostra — . L’intera Viareggio si avvia a diventare un ecomostro. Il lago è una pattumiera e il Parco non interviene, l’amianto viene bruciato a cielo aperto e non ci sono politiche per l’energia pulita». «L’obiettivo è il numero zero — ha rilevato Massimo Mencarini di Medicina democratica — : zero rifiuti, zero inquinamento, zero cancro. Le associazioni della Rete possono marciare separati ma colpire insieme». «Siamo tutti volontari che dedicano il tempo libero al loro impegno — ha detto Daniela Bertolucci dell’Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia — . Siamo riusciti a fare chiudere un inceneritore mentre nessun amministratore ha fatto nulla: con la Rete staremo ancora di più col fiato sul collo degli enti». Andrea Cecchini di Capezzano Vive ha annunciato invece che sarà inviata una lettera di risposta all’assessore regionale Daniela Scaramuccia che aveva affermato che la causa dell’elevata mortalità da tumori in Versilia era da attribuirsi allo stile di vita godereccio: la Rete contesta il fatto che ancora non si conoscono i risultati dell’indagine epidemiologica commissionata dalla Regione. «Già nel 2010 — ha affermato Jacopo Simonetta degli Amici della terra — avevamo lanciato l’allarme per l’approvvigionamento idrico e i fatti ci stanno dando ragione. Ora ci occupiamo del lapideo: sta crescendo l’attività di cava mentre diminuisce l’attività manifatturiera che compensava gli svantaggi. Abbiamo presentato i nostri dati ma nessuno ci ha risposto: la cosa più snervante è proprio questa». Ma la denuncia più pesante è stata fatta da Luca Coluccini di Pedona Ambiente e Salute: «Su invito del prefetto abbiamo raccolto dati epidemiologici sugli abitanti della zona per accertare i danni da elettrosmog: dal 1991 ad oggi un giovane è morto di leucemia e ci sono state altri tre decessi sospetti in paese, fra cui quello di una bambina di tre anni. Come si spiega un simile picco di tumori? I dati Arpat sono lacunosi, si doveva fare una bonifica e invece le antenne sono aumentate, il Comune era obbligato a fare un monitoraggio ma non lo ha eseguito: chiediamo che siano trovati siti isolati alternativi per installare i ripetitori e di essere esonerati dal pagamento dell’Imu per i danni che subiamo». «Incontriamo sempre un muro di gomma quando ci confrontiamo con Comune, Provincia o Arpat», ha rimarcato Emilio Cecchini di Salviamo Viareggio, che ha portato ad esempio il caso delle polveri Pm10: «I dati sono preccupanti ma non si fa nulla: si pensa che vengano da Milano? E poi: perché non si controllano le emissioni delle serre?».

venerdì 2 marzo 2012

Firenze, convegno sulle "Grandi Opere Inutili"

A Firenze sabato 3  e domenica 4 marzo si terrà un convegno sulle "Grandi Opere Inutili" e sulla progettazione alternativa del territorio. Ecco il programma dettagliato:

Sabato 3 marzo
ore 9.00 registrazione
ore 9.30 – 13.00: Le “Grandi Opere Inutili” causa e/o effetto della crisi economica. Coordina Margherita Signorini (Italia Nostra)
  • Tiziano Cardosi, comitato promotore - benvenuto
  • Simona Baldanzi, scrittrice e ricercatrice - il pessimo lavoro nella “grandi opere inutili”; il caso Mugello, dai cantieri TAV a quelli della Variante di Valico
  • Antonio Mazzeo, giornalista - le grandi opere come ingresso privilegiato delle mafie nell'economia globale
  • Winfried Wolf, economista trasporti - la crisi economica, l'incidenza delle grandi opere nel debito e nella crisi europea
  • Comitato Stoccarda, un caso di lotta popolare
13.00 pranzo, disponibile mensa Dopolavoro Ferrovieri
ore 14,30 – 18.30: Le “Grandi Opere Inutili”, la truffa del modello TAV e della Legge Obiettivo, un quadro normativo da rivoluzionare. Coordina Ornella De Zordo (perUnaltracittà)
  • Alberto Ziparo urbanista, la Legge Obiettivo: infrastrutture contro la pianificazione
  • Ivan Cicconi, esperto lavori pubblici - l'appalto come strumento di ristrutturazione economica e la finanziarizzazione delle grandi opere
  • Giorgio Cremaschi sindacalista, le grandi opere e il lavoro, la finanza come strumento distruttivo della società, per una nuova prospettiva ambientale e sociale
  • Domenico Gattuso pianificazione trasporti, le grandi opere e la distruzione del sistema di mobilità italiano
  • Winfried Wolf, l'Europa e la politica delle infrastrutture, il caso Italia e Germania, prospettive per il futuro
ore 20.00 cena su prenotazione (Elena 338 2830971)

Domenica 4 marzo
ore 9.30 – 13.30: Le “Grandi Opere Inutili” e la crisi della democrazia; la “progettazione alternativa diffusa” come modello di ricostruzione sociale. Coordina Anna Pizzo (democrazia Km0)
  • Paolo Cacciari giornalista, il monopolio delle decisioni, il potere delle grandi imprese, la marginalizzazione dei cittadini, il tecnico come strumento di appropriazione delle decisioni
  • Gianna De Masi movimento NO TAV, La Valsusa: dalla partecipazione alla democrazia reale
  • Giorgio Pizziolo urbanista, la progettazione dal basso e diffusa come alternativa alla partecipazione fittizia
  • interventi e dibattito

Ogni contributo sarà intervallato dall'intervento di un comitato. Interventi e dibattito saranno concentrati soprattutto nella sessione di domenica mattina, 4 marzo.
Tra i comitati partecipanti, movimento NOTAV Valsusa, Friuli e Veneto, comitato S21 Stuttgart, comitati della Piana, L'Aquila, Stop that Train, autostrada A11, Pedemontana, Cispadana, Tirrenica, fermalabanca che distrugge il territorio, BreBeMi. Tangeziale Est TO, lavoratori Breda Ansaldo, Ampugnano, NO Mose...

Per il pomeriggio di domenica 4 è prevista una passeggiata nel centro storico di Firenze per vedere alcuni aspetti meno conosciuti della città. A seguire aperitivo presso la libreria Cuculia in via dei Serragli 3r.

lunedì 19 dicembre 2011

Allarme di Italia Nostra: "Con il cantiere Tav rischiano molte opere, non solo il David."

"Con le vibrazioni dei lavori per il tunnel Tav a Firenze, non corre un grave rischio solo il David di Michelangelo, ma anche decine di altre opere in restauro nel laboratorio dell'Opificio delle Pietre Dure, che si trova alla Fortezza da Basso, cioé proprio dove passeranno gli scavi: tra queste ci sono capolavori come l'Adorazione dei Magi di Leonardo, la Croce di Giotto, L'ultima cena del Vasari".
A lanciare l'allarme, oggi a Firenze, è stata un'esponente di Italia Nostra, restauratrice agli Uffizi, Maria Rita Signorini. Italia Nostra potrebbe presentare una denuncia. Se, infatti, "come ha paventato l'architetto Fernando De Simone - ha spiegato Signorini - esistono serie possibilità che il David sia danneggiato dalle vibrazioni legate ai lavori Tav, pur trovandosi l'Accademia alcune centinaia di metri dal luogo degli scavi, figuriamoci cosa può succedere alle opere sotto restauro che si trovano all'Opificio, uno dei centri di eccellenza mondiale nel campo del restauro".
Il laboratorio sorge in un'ala della Fortezza da Basso, sotto due bastioni della quale passerà il tunnel: in pratica, proprio sopra un epicentro delle vibrazioni. A confermare l'allarme per l'Opificio ed i suoi preziosi 'ospiti' è anche un architetto dell'ente, Alberta Zuffanelli: "Il rischio vibrazioni è concreto - ha detto durante lo stesso incontro -, tanto è vero che proprio in questi giorni le ditte incaricate di raccogliere i testimoniali sulle condizioni delle strutture a rischio danni si trovano a lavorare proprio da noi".
"Ma quello che è ancora più grave - aggiunge - è che con questo tunnel scompariranno i pozzi sotterranei dai quali l'Opificio attinge acqua per alimentare i sistemi di microclimatizzazione necessari a garantire alle opere che abbiamo in cura l'ambiente giusto per non essere danneggiate. Sistemi complessi - conclude l'architetto - per i quali nel corso degli anni sono stati spesi milioni di euro".
Fonte: ANSA

mercoledì 23 febbraio 2011

Il WWF si schiera contro l'autostrada della Maremma

Contrariamente a quanto avevano trionfalmente annunciato alcuni organi di stampa gli ambientalisti, raccolti intorno a Italia Nostra, WWF, Forum ambientalista e il Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste della provincia di Grosseto, Alto Lazio e Maremma Livornese rimangono contrari al progetto dell'Autostrada della Maremma.

Alleghiamo il comunicato del WWF:

Il prosieguo dei lavori di progettazione ed analisi per la realizzazione di un’autostrada in Maremma ha aperto un confronto su cui è importante avere chiare le posizioni di ciascuno. In particolare il fatto che siano stati sventati progetti peggiori, con tracciati devastanti, non significa che il WWF esprima condivisione per la realizzazione di un’autostrada che, seppur in maniera inferiore soprattutto in prospettiva, modificherà l’attuale assetto territoriale.

Riconoscendo l’esigenza di migliorare la sicurezza, il WWF ha sostenuto un adeguamento in sede della statale Aurelia, cosa ben differente dal costruire un’autostrada al posto dell’attuale statale. Tutti gli studi sui flussi di traffico dimostrano infatti come l’ipotesi autostradale rappresenti una soluzione inutile, costosa e più dannosa rispetto al miglioramento nei termini già elaborati sin dal 2000 da un apposito progetto ANAS. Inoltre la scelta autostradale va in controtendenza con le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici poiché ha inevitabili conseguenze sul piano delle emissioni, impatti pesanti su ambienti fragili e di grande valore naturalistico. Avrà le ripercussioni negative non solo in Maremma, ma anche a maggiori distanze, come sul punto di connessione sul Grande Raccordo di Roma oltre che sull’Autostrada Roma Fiumicino già sovraccarica per la realizzazione dei nuovi insediamenti commerciali e fieristici.

Le preoccupazioni del WWF si basano poi sul fatto che qualunque sia la scelta autostradale questa rischi sempre di portare con sé una serie di fattori aggiuntivi che col passare del tempo diventano difficilmente controllabili. Basti pensare agli insediamenti che sorgono abitualmente intorno agli svincoli, ai capannoni, all’aumento della pressione edilizia per realizzare seconde case che sarebbero più facilmente raggiungibili grazie alla nuova infrastruttura. Occorre, inoltre, una valutazione ambientale complessiva. La stessa SAT, la società incaricata di costruire e gestire l’autostrada, conosce molto bene gli impatti che l’opera potrebbe produrre tant’è che sta presentando gli studi di impatto ambientale per i singoli lotti, che impediscono e minimizzano una visione complessiva delle problematiche.

Il WWF, pertanto, con estremo rigore affronta il confronto sugli interventi che si vogliono realizzare in Maremma e rivendica, assieme al movimento ambientalista, di essere già riuscito a sventare rischi e pericoli che derivano dai progetti di autostrade costiere o interne che nel corso degli anni sono stati avanzati. Il WWF pertanto continuerà la propria azione che è volta alla salvaguardia di uno dei tratti d’Italia più caratteristici sotto il profilo culturale e paesaggistico e più importanti sotto l’aspetto ambientale. Basti ricordare che a Capalbio è nata la prima Oasi del WWF, oggi Riserva Naturale dello Stato, e che lungo la costa maremmana il WWF gestisce l’Oasi di Orbetello, anch’essa Riserva Naturale dello Stato, le Oasi di Bosco Rocconi ed Orti Bottagone. In passato il WWF ha poi gestito l’Oasi di Vulci, ha contribuito a far nascere aree protette come la Feniglia, le saline di Tarquinia, la Diaccia Botrona, il parco della Maremma. L’autostrada verrebbe ad alterare per sempre questo territorio e pertanto ogni intervento che dovrà essere fatto va definito con infinita prudenza e con estremo rigore.

L'originale si può trovare a questo link.