In un anno roddoppiato il numero degli enti aderenti. Nasce oggi ufficilamente a Capannori l’associazione delle comunità che guardano al futuro e contrastano lo spreco di materia in discariche ed inceneritori.
venerdì 26 ottobre 2012
A Capannori è nata l'associazione nazionale "Comunità rifiuti zero".
In un anno roddoppiato il numero degli enti aderenti. Nasce oggi ufficilamente a Capannori l’associazione delle comunità che guardano al futuro e contrastano lo spreco di materia in discariche ed inceneritori.
martedì 1 maggio 2012
Al Puccini va in onda "Sporchi da morire".
mercoledì 11 aprile 2012
Proiezione docufilm Zero Waste
giovedì 2 febbraio 2012
Capannori, incontro nazionali degli Osservatori Rifiuti Zero.
Un appuntamento significativo, perché per la prima volta tutti questi importanti organismi che rappresentano non solo le istanze degli amministratori ma anche quelle dei ‘soggetti dal basso’, ovvero movimenti e società civile, siederanno intorno allo stesso tavolo per fare il punto sui risultati sinora raggiunti.
Il bilancio degli Osservatori Rifiuti Zero – sarà presente anche quello di Napoli – si focalizzerà in particolare sui risultati raggiunti in merito alla Tariffa Puntuale che a Capannori è stata introdotta lo scorso 2 gennaio in via sperimentale in alcune frazioni e sarà estesa a tutto il territorio comunale entro il 2012.
“L’appuntamento del 4 febbraio riveste molta importanza – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci – perché è il primo incontro degli osservatori italiani rifiuti zero dopo l’incontro internazionale dello scorso 9 ottobre svoltosi a Capannori, che di fatto ha sancito l’avvio di un percorso di coordinamento operativo nazionale dei Comuni Rifiuti Zero e dei vari soggetti e progetti che fanno parte di questo importante percorso. Sarà infatti l’occasione per tracciare il bilancio delle attività svolte finora e per gettare le basi per quelle future. L’obiettivo rifiuti Zero al 2020, a cui per primo il Comune di Capannori ha aderito a livello nazionale, ma che ormai conta oltre 70 adesioni si fa sempre più vicino: anche nel 2011 si è infatti riscontrato un’ulteriore riduzione dei rifiuti prodotti a Capannori ed una riduzione dei rifiuti a smaltimento passati nel 2011 a 5.400 tonnellate mentre erano 11.500 nel 2008 e 19300 nel 2004”.
Le due giornate sono promosse dal Comune in collaborazione con Osservatorio Rifiuti Zero, progetto Active, Ascit, Ambiente e Futuro, Rete Nazionale Rifiuti Zero, Zero Waste Italy e Zero Waste Europe.
Per informazioni e iscrizioni rifiutizero@comune.capannori.lu.it www comune.capannori.lu.it.
sabato 26 novembre 2011
Beppe Grillo e Paul Connet a Castelfranco di Sotto
Vi proponiamo anche un'intervista a Paul Connett, apparsa tempo fa sul blog di Grillo, che presenta brevemente quali siano i punti cardine della strategia "Rifiuti Zero".
giovedì 17 novembre 2011
Terre di scavo cantieri Tav, oplà, non sono più rifiuti
Con un trucchetto ha cambiato i parametri per la definizione dei "rifiuti", così le terre di scavo del tunnel TAV di Firenze non sono più, come fino a due giorni fa, rifiuti speciali, e possono essere tranquillamente trasportati alla ex miniera di Cavriglia. E non perchè sono cambiate le caratteristiche di quelle terre contaminate con additivi necessari per l'azione della fresa, semplicemente perchè si chiamano in modo diverso.
Certo, Ministro, a pensarci prima!, poteva suggerirlo al tempo dell'emergenza rifiuti a Napoli: bastava cambiare il nome e l'emergenza era già finita, altro che i fantomatici tre giorni promessi dal suo Presidente!
venerdì 17 dicembre 2010
Acqua e rifiuti, dal 20 dicembre in Toscana si cambia. In peggio.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
La Regione Toscana si appresta il 20 dicembre prossimo a stravolgere le norme sui servizi pubblici di acqua e di rifiuti, togliendo ai Sindaci ogni possibilità di scelta in merito e relegandoli, di fatto, in una commissione puramente consultiva, non vincolante delle scelte dei Commissari regionali, che andranno a sostituire l’Assemblea dei Sindaci.
Il pretesto per la Giunta regionale toscana è dato dalla Legge finanziaria statale, che pone l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica per Enti ritenuti inutili. Obiettivo condivisibile, ma qui preso a pretesto per aumentare le dimensioni territoriali degli Ambiti Ottimali, sino a farli coincidere con la regione, come se tali ambiti fossero legati a confini amministrativi e non alle specificità territoriali. Si pretende di far credere che nel controllo regionale delle scelte, gli amministratori regionali sarebbero più liberi dei sindaci, rispetto alle potenti multinazionali, che hanno deciso di trarre profitti senza rischi, gestendo acqua e rifiuti.
Questa riforma non ha neppure nulla di coerente con le asserite volontà di ottimizzare l’efficacia e l’efficienza del servizio, che si fondano invece sulle conoscenze, che sono locali e sui caratteri di un territorio ottimale. “Ottimale” appunto è l’aggettivo fissato dalla legge 36/94, che stabilisce anche i criteri fisici, geografici ed economici, criteri che la Regione Toscana intende stravolgere e non rispettare. Per l’acqua, gli Ambiti ottimali sono strettamente connessi al territorio, sono i bacini idrografici, dove l’acqua piovana defluisce in superficie verso valle o attraverso le falde idriche in percorsi geograficamente e fisicamente definiti per essere poi captata e usata dalla collettività, e infine depurata e scaricata nei fiumi.
Questo vale per l’acqua, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti, dove la scelta migliore non è l’accentramento, la regionalizzazione, il commissariamento dei sindaci e dei consigli comunali, ma quella che porta a un coinvolgimento delle popolazioni locali, chiamate a evitare impianti dannosi alla salute e a realizzare le buone pratiche, per conseguire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il loro recupero. Cioè soluzioni alternative sia all’incenerimento sia alle discariche. Purtroppo sappiamo che la Giunta regionale ha altri interessi, coincidenti con gli investitori negli impianti d’incenerimento.
La Regione, con questa scelta, si manifesta oggettivamente autoritaria, antidemocratica e piegata ad interessi privati. Autoritaria, perché, a fronte delle istanze dei cittadini la risposta è quella dell’accentramento, dell’allontanamento dei decisori dai territori e dalle comunità su cui ricadono gli effetti delle decisioni. Antidemocratica, perché “svuota” di senso e di autorità le figure dei Sindaci e dei Consigli comunali, ponendo le condizioni oggettive per assegnare a potenti oligopoli privati e ai loro interessi di mercato la gestione di beni che dovrebbero restare pubblici.
Ciò accade nel più assoluto e colpevole silenzio di tutti i partiti: non voler vedere tutto ciò e ritenere questi amministratori inconsapevoli, poco o male informati, significa assumersi la corresponsabilità di una deriva veramente pericolosa.
Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste
Provincia di Grosseto